25/09/17

La vera casa

"La vera casa è dove c'è lavoro" mi ha detto il ragazzo marocchino che è venuto a montarmi la cucina nuova a Torino.

No, avrei voluto replicare, la vera casa è dove puoi cucinare usando la tua padella preferita, che ti sei portata dietro per 1500 km, temendo per la sua incolumità molto più che per altri bagagli.

22/09/17

Il silenzio

Una cosa davvero nuova nella nostra vita, è il silenzio.
Nonostante abitiamo lungo una strada grande, trafficata, di collegamento tra la città e la prima cintura, in un palazzo di 5 piani tutti abitati, circondati da scuole, chiese, uffici pubblici e un grande mercato, c'è silenzio.
Niente campane moleste da parte di chiese che si arrogano il diritto di scandire i tempi degli abitanti del luogo. Niente vicini che litigano, che urlano, che inveiscono l'uno contro l'altro: magari lo fanno, ma a bassa voce. Niente macchine con l'autoradio a palla.
E, manco a dirlo, le più chiassose del quartiere siamo noi :-D

21/09/17

Spoiler matematico

Seguo Matilde mentre risolve un'espressione di aritmetica con potenze e frazioni. A un paio di passaggi dalla fine le dico "Dai che sta andando bene. Il risultato è 2".
E lei, un po' scocciata: "Mamma, non mi spoilerare l'espressione!"

20/09/17

A Torino

A Torino ti danno del tu; quando ti raccontano di essere stati "al mare, giù" intendono dire in Liguria; te lo vendono per "pane come una volta" ma non hanno la minima idea di cosa sia veramente il pane, continuassero a fare i grissini che gli riescono molto meglio; hanno un'organizzazione efficientissima delle code negli uffici comunali e/o pubblici ma vanno in tilt non appena in sala d'attesa ci sono più di 6 persone perché non sanno gestire una tale folla; hanno due costrutti grammaticali orribili e non si rendono conto che è sbagliato dire "Facciamo che restare solo più cinque minuti"; si lamentano del traffico se ci sono 4 macchine davanti a loro; vanno in giro con la t-shirt anche se ci sono 19° perché comunque siamo ancora a settembre; vendono i limoni a 3,50 euro al kg; il chewing-gum lo chiamano "cicles", e soprattutto questa cosa ha fatto molto ridere le mie figlie.

07/09/17

Il vero cambio

L'inequivocabile segno che la tua vita sta cambiando, fisicamente e metafisicamente, non è quando fai la voltura delle utenze, o la disdetta del contratto telefonico, o l'iscrizione a scuola o il cambio anagrafico di residenza, o quando acquisti un abbonamento annuale al servizio di trasporti pubblici della tua nuova città.
No.
Il segno inequivocabile è quando ti fai il giro di tutti gli shop online che frequenti per modificare l'indirizzo di spedizione predefinito.

06/09/17

Chiavi e pennelli

Ieri ho avuto le chiavi della nostra casa di Torino e oggi abbiamo iniziato a dipingere, pulire, aggiustare, manutenere.
Mi fa strano.
È la quinta casa della mia vita (la quarta di cui ho memoria) eppure è la prima che allestisco da sola, seguendo solo il mio gusto e il mio modo di vivere.
E il mal di schiena pesa di meno.

05/09/17

In economia

"Oooooh, nipotine mie! Ma che bella rosa che mi avete regalato!"
"Eh già, nonna, è proprio bella. L'abbiamo scelta noi"
"Ed è anche di un colore particolare. Questo arancione è davvero bello"
"Beh, sì. È il colore delle rose che costavano di meno"

=8-0

04/09/17

L'ho fatto

La traversata è andata tutto sommato bene: il mare è stato un po' mosso ma siamo arrivate sane e salve.
La macchina è andata alla grande: nonostante il carico, ha fatto il passo del Turchino senza esitazioni, è da lì è arrivata spedita a Torino.
La famiglia e gli affetti in generale ci hanno accolto con grandi premure, cure e attenzioni.

L'ho fatto. Ho portato le mie figlie a Torino, verso una vita nuova.

02/09/17

Lo sto facendo

Lo sto facendo davvero


01/09/17

Lasciare

"Cosa sta lasciando?" mi ha chiesto lo psicologo.
Non sto lasciando nulla. Me ne sto andando per intero e completamente. Sto rinascendo a nuova vita, ma ho tutta l'intenzione di mantenere intatta la memoria di quella precedente, nel bene e nel male, nei traguardi e negli insuccessi, nel coraggio, nella forza e nei sensi di colpa.

"Quanti ne stai lasciando?" mi ha chiesto Gandalf.
Quanti ne sto lasciando di che? Di sogni? Di dispiaceri? Di amici? Di rimpianti? Di disagi? Di parenti? Di saluti non fatti, baci non dati, lacrime non versate, abbracci non stretti? Alcuni. Non moltissimi, ma indubbiamente alcuni, sì.

Sto lasciando molto, ma mi sento come se non fosse così. Me ne sto andando completa, e sono sicura di portare con me ogni cosa, persona, ricordo, emozione, sentimento importante nella mia vita.
Mi sto portando la serenità, l'ottimismo, la gioia e l'emozione del ricominciare una nuova vita. Mi sto portando la paura e l'apprensione, la preoccupazione per me, per le mie figlie, e il lavoro, e l'inverno, e gli accordi con l'ex marito, e la responsabilità che sento decuplicata. Mi sto portando il senso di colpa. Mi sto portando la determinazione nel fare una scelta che migliorerà la qualità della nostra vita.
Mi sto portando tutto: tutto di me e tutto delle cose che hanno fatto di me quella che sono adesso.
E poco importa se, fisicamente, alcune di queste si troveranno lontane.
Le cose davvero importanti ce le ho dentro, anche se a 1500 km di distanza.

(La domanda completa di Gandalf era: quanti ne stai lasciando di amici in lutto)