10/08/17

Commiato #2: l'alba alla casa di campagna

Quando ero bambina, i miei genitori portavano me e i miei fratellini a trascorrere tutta l'estate qui, nella casa di campagna dei miei nonni materni. 
Ci traslocavano intorno al 15-20 giugno, appena finita la scuola, e ci recuperavano il 15-20 settembre, massimo un paio di giorni prima che ricominciasse, e loro venivano a trovarci solo la domenica.
Detta così sembra la trama di uno quegli innumerevoli e tristissimi cartoni animati con cui ci siamo rovinati l'infanzia, noi nati tra gli anni '70 e '80, ma in realtà a noi piaceva molto, perché i nonni erano molto più permissivi dei genitori, e poi c'era la campagna, coi gatti e i cani, e la terra nella quale rotolarsi tutti insieme, bambini e animali, e sporcarsi.
Solo una cosa non mi piaceva: che la casa si attivava presto, perché i miei zii andavano a a lavorare all'alba, e la nonna preparava loro la colazione tenendo accesa la TV su una rete privata locale che trasmetteva telenovelas sudamericane, e di conseguenza anche noi finivamo per svegliarci presto (e ci facevamo una cultura e un'educazione sentimentale e sessuale basata sulle telenovelas).
Spesso, prima ancora di fare colazione, uscivo in campagna proprio per vedere il sole sorgere, che lì, in estate, sorge proprio dal mare.

Ormai da tanti anni mi sveglio fissa prima dell'alba, ma per altri motivi che mi portano a restare in casa.
Stamattina ho deciso di uscire prima di fare tutto il resto. E questa è stata la seconda tappa del mio commiato a questa terra: vedere l'alba dalla casa di Trabia.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come si fa a dire addio alla propria terra? <3

LA Santa

Angie ha detto...

bellissim*!!!!